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Questi
aspetti, che ne hanno condizionato per lungo tempo la
fortuna, esercitano oggi su di noi un fascino nuovo che
solo una grande mostra può finalmente restituire.
Partendo dall'eccezionale nucleo di opere conservate a
Forlì, dovute al mecenatismo della famiglia Paulucci di
Calboli, protagonista della storia della città e della
storia nazionale, e grazie alla disponibilità
dell'Archivio Scheiwiller (il grande editore milanese
che per via familiare ha ereditato molte opere e
materiali di Wildt), è oggi possibile radunare una serie
di straordinari capolavori di Wildt e ricostruire il
percorso più completo della sua produzione sia scultorea
sia grafica.
L'idea che governa questa esposizione non è
semplicemente quella di una rassegna di carattere
monografico, ma di un percorso che (come nel caso della
recente mostra di Forlì su Canova) metta in relazione
profonda le sue opere con quelle degli artisti - pittori
e scultori - del passato (come Fidia, Cosmè Tura,
Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante,
Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambaia, Cellini,
Bernini, Canova) e dei moderni (Previati, Mazzucotelli,
Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Martini,
Fontana, Melotti) con cui si è intensamente e
originalmente confrontato, attraversando ambiti e
momenti diversi della vicenda artistica.
I temi da lui privilegiati, come quelli del mito e della
maschera, gli consentirono di dialogare anche con la
musica (Wagner) e la letteratura contemporanea, da
D'Annunzio (che fu suo collezionista) a Pirandello e
Bontempelli; così, da ritrattista eccezionale quale era,
con i magnifici busti colossali di Mussolini, Vittorio
Emanuele III, Pio XI, Margherita Sarfatti, Toscanini e
di tanti eroi di quegli anni, egli ha saputo creare un
Olimpo di inquietanti idoli moderni.
Wildt vuole condurre i gesti, i volti, le figure umane a
una nudità essenziale, coglierne l'anima consentendo al
pensiero di giungere a un'armonia maturata e composta
tra la linea e la forma.
Nell'ambito del Progetto Novecento, da segnalare che a "Wildt.
L'anima e le forme da Michelangelo a Klimt", allestita
al San Domenico sono collegate altre esposizioni sul
territorio: a Faenza, al MIC - Museo Internazionale
delle Ceramiche, "La ceramica nell'età di Wildt", a
Cervia, ai Magazzini del Sale, "Giuseppe Palanti. La
pittura, l'urbanistica. La pubblicità da Milano a Milano
Marittima", e a Predappio, nella Casa Natale di
Mussolini, due mostre in successione: "Archivio del
Novecento. Marisa Mori, donna e artista del '900, il
talento e il coraggio" e "Renato Bertelli, la parentesi
futurista".
Per informazioni e prenotazioni della Mostra:
www.mostrawildt.it;
visite guidate e laboratori: tel. 02.43353520
servizi@civita.it
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